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Cesare Bedognè |
Cesare Bedogne’ nasce a Sondrio nel 1968.
Nel 1987 si trasferisce a Pavia, dove intraprende gli studi di Matematica, laureandosi con lode con una tesi sullo Spazio-Tempo di Minkovski, la teoria geometrica alla base della Teoria della Relatività Speciale di Albert Einstein. Successivamente svolgerà attività di ricerca presso il Dipartimento di Filosofia dell’Universita’ di Helsinki, alla Fondazione Mitteleuropa di Bolzano e presso il Dipartimento di Matematica della Brunel University di Londra.
Parallelamente alla ricerca scientifica approfondisce il suo interesse per le arti visive e, nell’intento di “cogliere lo sguardo allo stato puro”, finisce per dedicarsi alla fotografia in bianco e nero.
Nel 1992 segue la sua compagna Monique a Groningen, in Olanda, dove allestisce la sua prima camera oscura e inizia a lavorare alle serie fotografiche che saranno poi intitolate Leaving e Innerscapes.
Dopo la morte di Monique, nel 1998 Cesare Bedogne’ torna in Italia e inizia a lavorare a Broken Images, in un Sanatorio dismesso delle Alpi.
In questi ultimi anni le sue fotografie sono state oggetto di numerose esposizioni personali e collettive in Europa e negli Stati Uniti.
La fotografia intitolata Mirror é tratta dalla serie Broken Images, dedicata al Sanatorio dismesso di Prasomaso, un tempo destinato alla cura della tubercolosi e abbandonato nei primi anni ’70. Il titolo, una citazione dalla Terra Desolata di T.S.Eliot, allude sia al paesaggio di rovine dei vecchi Sanatori che a una lacerazione interiore. In questo senso la serie assume un significato quasi emblematico in un’opera fotografica intesa a stabilire una sorta di dissolvimento dell’osservatore nella cosa osservata. Privilegio della fotografia, secondo l’autore, é appunto la possibilità di cogliere “lo sguardo allo stato puro” come luogo di compenetrazione tra la coscienza e le forme da essa percepite: l’inquadratura si costruisce quindi come adeguamento della visione a una necessità interiore, fino a divenire uno specchio della psiche.
La stessa tematica di fondo può essere rintracciata alla base della serie Innerscapes, dalla quale sono tratte le fotografie intitolate Dark Door e Self Portrait. Queste fotografie, scattate negli anni in cui l’autore ha vissuto in Olanda, assumono quindi il significato di personalissimi Paesaggi Interiori: luoghi intimi, segreti, dove soffermare lo sguardo per interrogarsi sulle pieghe più profonde del proprio essere.
La fotografia, ancora, é una cristallizzazione d’interiorità psichica, precipitata nella gelatina d’argento. |

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“Dark Door”, from the Innerscapes series, Delft, 1996
Gelatine silver print, sized 35x35 cm approximately, presented in white archival matt-board and wooden frame. | 
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Mirror, from the Innerscapes series, Prasomaso Sanatorium, 2004
Gelatine silver print, sized 35x35 cm approximately, presented in white archival matt-board and wooden frame. | 
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Mirror, from the Broken Images series, Prasomaso Sanatorium, 2004
Gelatine silver print, sized 35x35 cm approximately, presented in white archival matt-board and wooden frame. |
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